L'INIZIATIVA DI GOOGLE PER LO SVILUPPO DI UN CHIP DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN ISRAELE
L'azienda tecnologica statunitense Google ha costituito in Israele un team di ingegneri specializzato per sviluppare un nuovo chip di intelligenza artificiale da utilizzare in robot e sistemi autonomi.
Secondo notizie provenienti dal quotidiano israeliano Haaretz, a capo del team è stato nominato Guy Kaminitz, ex vicepresidente della Ricerca e Sviluppo della società israeliana di chip di intelligenza artificiale Hailo. Kaminitz ha confermato il suo ingresso in Google e ha annunciato che guiderà l'iniziativa per sviluppare un nuovo chip nel campo dell’"Edge AI".
Nonostante le notizie parlino di "produzione di chip di intelligenza artificiale in Israele", le informazioni attuali indicano che principalmente le attività di progettazione e sviluppo del chip saranno svolte in Israele. Non è ancora stato reso noto in quale paese e in quali stabilimenti il chip verrà effettivamente prodotto.
A cosa servirà questo chip?
La tecnologia denominata “Edge AI” consente che le operazioni di intelligenza artificiale vengano eseguite direttamente sul dispositivo, anziché su server remoti.
In questo modo robot, veicoli senza conducente, telecamere di sicurezza, droni e macchine industriali possono elaborare i dati raccolti più rapidamente e necessitano di una connessione internet ridotta.
Questa tecnologia può fornire servizi utili all’umanità in ambiti quali la salute, i trasporti, la produzione e la vita quotidiana. Tuttavia, per le sue caratteristiche di riconoscimento delle immagini, tracciamento di persone e oggetti, movimento autonomo e identificazione degli obiettivi, può essere impiegata anche in ambito militare e di sicurezza.
Per questo motivo, oltre alla potenza della tecnologia, è importante chi la controlla e con quali finalità viene utilizzata.
Le attività di Google in Israele
Le attività tecnologiche di Google in Israele non sono una novità. L’azienda conduce da tempo attività di ricerca e sviluppo a Tel Aviv e Haifa.
Il contratto Project Nimbus da circa 1,2 miliardi di dollari, firmato nel 2021 da Google e Amazon con il governo israeliano, ha suscitato dibattiti. Nell’ambito del progetto vengono forniti servizi di cloud computing e intelligenza artificiale alle istituzioni pubbliche israeliane.
Google sostiene che tali servizi non sono destinati ad attività militari o di intelligence. Tuttavia, alcuni dipendenti, organizzazioni per i diritti umani e investitori esprimono preoccupazioni circa l’uso della tecnologia in operazioni militari e attività di sorveglianza.
Al momento non esistono informazioni certe che indichino che il nuovo chip sviluppato in Israele sia prodotto direttamente per l’esercito israeliano. Pertanto è necessario distinguere tra fatti verificati e ipotesi.
Tuttavia, è legittimo e necessario interrogarsi su chi avrà accesso in futuro a questa tecnologia destinata a robot e sistemi autonomi e per quali scopi verrà impiegata.
Questo sviluppo ha a che fare con ChatGPT?
Il team di sviluppo del chip creato da Google in Israele non ha alcun collegamento diretto con ChatGPT.
ChatGPT è stato sviluppato dalla statunitense OpenAI. Il progetto descritto riguarda invece un’iniziativa separata all’interno di Google, che sviluppa i propri prodotti di intelligenza artificiale sotto il nome Gemini.
Quindi questa iniziativa non è un progetto OpenAI o ChatGPT.
La nostra critica non è rivolta a un popolo o a una fede
Criticare le politiche del governo israeliano non equivale a manifestare ostilità verso gli ebrei.
Ogni persona, indipendentemente dalla fede, dalla nazionalità o dall’origine, ha diritto alla vita, alla sicurezza e alla libertà. Non vi è alcuna differenza tra i diritti umani dei palestinesi e quelli degli ebrei.
La nostra critica non è rivolta agli ebrei, ma alle politiche del governo israeliano che causano massacri, deportazioni forzate, illegalità e caos regionale. Qualunque sia l’autore, ogni ingiustizia contro l’umanità deve essere contrastata con la stessa determinazione.
L’indipendenza tecnologica è una questione di sicurezza nazionale
I chip di intelligenza artificiale saranno determinanti in futuro in molti ambiti della vita, dalla difesa ai trasporti, dalla salute alle comunicazioni.
La completa dipendenza di un paese da tecnologie critiche straniere significa che i suoi dati, la sua sicurezza e i suoi sistemi decisionali sono esposti all’influenza di stati esteri o grandi aziende globali.
La Turchia non deve rifiutare la tecnologia; al contrario, deve produrla, svilupparla e controllarla. Tuttavia, non deve mai affidare la gestione dei propri sistemi strategici e dei propri dati al controllo di stati o aziende estere.
La tecnologia è preziosa nella misura in cui serve l’umanità. Se viene usata per sorvegliare, opprimere o uccidere, diventa uno strumento di regressione umana, non di progresso.
La strada della Turchia non è evitare la tecnologia, ma essere indipendente e forte nella tecnologia.
Dichiarazione: Questo articolo è stato preparato da ChatGPT a scopo informativo, in seguito a una mia riflessione sull’articolo intitolato “L'iniziativa di Google per lo sviluppo di un chip di intelligenza artificiale in Israele”. Ringrazio ChatGPT per il contributo.
YILMAZ KARAHAN

Fonti:
- The Times of Israel, “Google to set up new AI chip team in Israel, tapping local talent”, 9 settembre 2026.
- Bloomberg HT, “Google lancia una nuova iniziativa per la produzione di chip di intelligenza artificiale in Israele”, 12 settembre 2026.